L'Istituto italiano di cultura di Beirut propone a novembre una rassegna cinematografica dedicata ai fratelli Taviani, sei tappe fondamentali di un percorso artistico lungo oltre cinquant'anni, attraversando le diverse stagioni del loro cinema, dai primi successi internazionali fino all'ultimo, struggente testamento firmato da Paolo in solitudine, dopo la morte del fratello Vittorio.
Nel panorama del cinema italiano del secondo Novecento i Taviani hanno intrecciato con coerenza etica ed estetica l'impegno civile con la forza evocativa del racconto cinematografico.
Autori schivi, appartati rispetto ai riflettori della mondanità culturale, ma radicalmente presenti nel dibattito sull'identità, sulla memoria e sul senso della narrazione, i fratelli Taviani hanno dato vita a un'opera importante che attraversa la Storia e il mito, il reale e l'onirico, l'individuo e il popolo.
La rassegna, dal 25 al 30 novembre, propone sei tappe fondamentali del loro lavoro da 'Padre padrone' (1977) - Palma d'Oro a Cannes - girato con attori non professionisti ad 'Allonsanfàn' (1979), in cui Marcello Mastroianni interpreta un ex rivoluzionario ormai stanco e scettico, protagonista di un Risorgimento tanto nobile quanto fragile. Segue poi 'La notte di San Lorenzo' (1982), racconto corale ambientato nei giorni della Liberazione e 'Kaos' (1984), tratto da Pirandello. Infine, 'Cesare deve morire', Orso d'Oro a Berlino nel 2012 Girato all'interno del carcere di Rebibbia con detenuti-attori, il film mette in scena il Giulio Cesare di Shakespeare, e 'Leonora Addio' (2022) diretto da Paolo Taviani dopo la morte del fratello Vittorio, chiude il cerchio con una riflessione sul lutto.






