Una rassegna cinematografica dedicata a San Francesco.

Ad organizzarla dal 5 al 12 maggio è l'istituto italiano di cultura di Beirut che propone i film storici dedicati al santo, una vera e propria storia dello sguardo cinematografico sul sacro.

Da Il poverello di Assisi di Enrico Guazzoni a Chiara di Susanna Nicchiarelli, passando per Francesco giullare di Dio di Roberto Rossellini e Fratello Sole, Sorella Luna di Franco Zeffirelli, assistiamo a oltre un secolo di trasformazioni culturali, estetiche e della spiritualità.

I primi film, Il poverello di Assisi di Guazzoni, Frate Sole di Falena e Corsi, Frate Francesco di Giulio Antamoro, si collocano in una fase in cui il cinema sta ancora costruendo la propria legittimità culturale e simbolica. La figura di Francesco offre al nuovo mezzo un orizzonte iconografico già consolidato. Il santo occupa il centro dello spazio visivo. La santità coincide con la stabilità dell'immagine, con la sua armonia formale e con la chiarezza del suo significato. In particolare nel film di Antamoro, Francesco si carica di una dimensione più apertamente spettacolare. Con Rossellini lo sguardo si trasforma in modo strutturale. In Francesco giullare di Dio la santità prende forma nella concretezza dei gesti quotidiani, nella semplicità dei corpi, nella dimensione comunitaria. Il film scioglie la rigidità iconica e introduce una mobilità nuova, fatta di episodi, incontri, imperfezioni. Francesco attraversa il mondo con discrezione, esposto alla contingenza e alla fragilità dell'esperienza umana. La povertà diventa anche principio estetico: essenzialità dell'inquadratura, sobrietà della messa in scena, fiducia nella forza dei gesti minimi. Negli anni Sessanta la riflessione si carica di una consapevolezza storica più intensa. Francesco d'Assisi di Liliana Cavani e Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini collocano la figura francescana dentro una tensione tra impulso carismatico e strutture del potere. In Pasolini l'eredità francescana assume una dimensione allegorica e critica: diventa strumento per interrogare il presente e per riflettere sulla trasmissione di un messaggio che rischia costantemente di perdere la propria forza originaria.