Milano, 30 lug. (askanews) – È stata presentata il 27 luglio, ad Assisi, nella Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, la mostra “Io, frate Francesco. 800 anni di una grande avventura”, che sarà uno dei fulcri del 46esimo Meeting per l’amicizia fra i popoli che si terrà a Rimini, dal 22 al 27 agosto.

Un evento carico di significati, per l’eco della figura di Francesco nel tempo presente e per la scelta di lanciare la mostra proprio nei luoghi che lo videro vivere e morire. Non una celebrazione sterile, ma un gesto condiviso e coraggioso che unisce – come ha ricordato il Ministro provinciale fra Francesco Piloni – la spiritualità, la bellezza e il desiderio di essere testimoni di speranza in un tempo segnato da divisioni e paure.

La mostra è costruita attorno al Testamento di Francesco, il testo con cui il santo, nei suoi ultimi mesi di vita, consegnò ai frati e alla Chiesa non una somma di precetti, ma l’essenza della propria esperienza. “Abbiamo scelto di partire da lì – ha detto fra Francesco Piloni – perché nel Testamento ci sono parole-chiave, autentiche “password” per vivere oggi. Francesco parla a noi, all’uomo del nostro tempo, inquieto e assetato di autenticità”. Ed è proprio questa eredità spirituale che la mostra intende trasmettere: non un Francesco da ammirare da lontano, ma da ascoltare nel profondo, come interlocutore contemporaneo.