Sono tumori rari, complessi, poco conosciuti anche dai clinici, e la cui gestione sta evolvendo rapidamente grazie all’oncologia di precisione. Parliamo dei gliomi, che rappresentano circa il 40% dei tumori primitivi del cervello, che colpiscono ogni anno oltre 3 mila persone, spesso giovani, e che sono ancora considerate neoplasie orfane. Proprio per questo bisogna fare informazione e formazione. E proprio ai gliomi è stata dedicata una campagna nazionale promossa dalla Fondazione Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) con il contributo non condizionante del Gruppo Servier in Italia: un’iniziativa diretta sia agli oncologi e al personale sanitario del team multidisciplinare (con webinar formativi) sia a pazienti e caregiver (con attività di sensibilizzazione sui principali social media).
Cosa sono i gliomi
I gliomi si sviluppano da cellule del cervello chiamate gliali e possono avere una prognosi variabile, ma potenzialmente a lungo termine. “Il trattamento dei gliomi inizia nel momento della diagnosi che deve essere sia morfologica che molecolare - spiega Enrico Franceschi, Direttore dell’Oncologia del Sistema Nervoso all’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna - Esistono, infatti, 150 diversi sottotipi di neoplasia cerebrale ed è fondamentale riconoscere fin da subito le caratteristiche del singolo caso per poter così selezionare le terapie più appropriate. Fino a pochi anni fa avevamo a disposizione solo chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Ora i farmaci ad azione mirata sono una realtà anche nella cura dei tumori cerebrali che esprimano specifiche alterazioni molecolari”.






