"Sono in casa mia, non disturbo nessuno: sono la vicina perfetta".
Così si descrive Susan Lorincz, donna bianca di 58 anni, durante una chiamata al 911 in cui si lamenta dei bambini del vicinato che fanno confusione scorrazzando davanti ala sua finestra. Siamo nel giugno 2023 in un quartiere di casette popolari, a Ocala, Florida, in un cul de sac che finisce su un prato. Lorincz vive sola in un appartamento affacciato sul giardino e sta chiedendo l'intervento degli agenti per l'ennesima volta. Liti, dispetti e battibecchi con i vicini - perlopiù neri - vanno avanti da due anni. Nell'America razzista e armata, dove la legittima difesa è un concetto sfumato e indulgente, tutto può facilmente degenerare in tragedia.
La regista Geeta Gandbhir ripercorre questa storia in uno dei documentari più acclamati della stagione, 'The Perfect Neighbor - La vicina perfetta'. Premiato al Sundance, il film, disponibile su Netflix, racconta come Lorincz abbia ucciso la vicina Ajike Owens, afroamericana di 34 anni, madre di quattro bambini, sparandole attraverso la porta chiusa della sua abitazione. Per mesi, prima dell'omicidio, Lorincz aveva ripetutamente chiamato la polizia per episodi minimi, accusando i ragazzini di giocare sul prato di sua proprietà, insultandoli con epiteti razzisti e mostrando comportamenti aggressivi, fino al giorno in cui sequestra l'iPad del figlio decenne di Owens.La madre e il bambino vanno a bussare alla sua porta per riaverlo indietro e, invece di aprire, Lorincz spara e la uccide davanti al figlio.









