Entro fine anno l’Italia, come tutti i Paesi membri dell’Ue, dovrà presentare la prima bozza del programma di ristrutturazione del proprio parco immobiliare, così come stabilito dalla direttiva “Case Green” varata dall’Unione europea. Poi, entro il 29 maggio 2026, l’Italia dovrà adottare tutti i decreti legislativi che daranno attuazione pratica alla direttiva e consentiranno di rispettare tutte le scadenze previste dal piano. Green Building Council Italia (Gbc Italia), Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Accademia Italiana di Biofilia (Aib) lanciano tuttavia un allarme: la roadmap rischia di subire rallentamenti e ritardi a causa della carenza nel settore immobiliare di circa 15mila professionisti altamente specializzati in edilizia sostenibile.
Conto alla rovescia per lo standard “zero emissioni”
Gbc Italia, Sima e Aib ricordano che a partire dal 1° gennaio 2028 per i nuovi edifici pubblici e dal 1° gennaio 2030 per tutti i nuovi edifici, lo standard sarà “zero emissioni”; per gli edifici residenziali dovrà esserci poi una riduzione del consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, mentre per quelli non residenziali è prevista la ristrutturazione del 16% degli edifici peggiori entro il 2030 con una estensione al 26% entro il 2033. Entro il 31 dicembre 2040 dovrà avvenire l’eliminazione completa delle caldaie a combustibili fossili.







