VENEZIA - La "macchina di pace" come al presidente della Venice Marathon Piero Rosa Salva piace chiamare l'apparato organizzativo della manifestazione, anche stavolta ha funzionato come un orologio, e si può archiviare così un'altra edizione di successo. «Per noi questa era un'edizione molto importante, perché ci permetteva di gettare le basi per il futuro di questo progetto - il commento a caldo del presidente -. Un progetto che ha avuto dei cicli, i primi dieci anni diciamo "pionieristici", poi un'altra decade di crescita tecnico sportiva e dell'allargamento a livello numerico e, quindi, l'ultimo periodo che è stato quello dell'internazionalizzazione e dell'arricchimento del progetto non soltanto per gli aspetti sportivi, ma anche solidali, promozionali e culturali. Sono così arrivati i 20mila ragazzini delle Family Run, le centinaia di migliaia di euro raccolti ogni anno di fondi solidali. Alla soglia del quarantennale ci siamo resi conto che era il momento di consolidare ulteriormente questo percorso e di allargarlo in vista di un altro decennio che si aprirà con la Special edition del prossimo anno».

Venice Marathon, aria di festa tra runner e spettatori: l'atleta etiope Robi Melka Deribe vince la 39esima edizione VIDEO