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Il giorno dopo avere fatto una leggera retromarcia su alcune dichiarazioni rivolte alla famiglia Berlusconi, cercando di fare un passo avanti sulle responsabilità dei giudici, Cesare Parodi smentisce se stesso: "La politica dà l'immagine di una magistratura politicizzata e inaffidabile"
Il braccio di ferro tra l'Associazione Nazionale dei Magistrati e un pezzo di politica italiana - nello specifico, il centrodestra - prosegue incessantemente. Il presidente Cesare Parodi, al termine di un fine settimana a dir poco infuocato per via di alcune sue frasi riguardo alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto Silvio Berlusconi, continua a rilasciare dichiarazioni che spesso però confliggono con il senso generale che aveva tentato di dare poche ore prima.
Oggi si esprime così: "Non molto tempo fa parlando con alcuni colleghi avevo previsto, non era difficile, che con l'avvicinarsi dell'appuntamento referendario le accuse nei confronti della magistratura si sarebbero inasprite. Puntualmente ciò si è verificato - afferma il numero uno dell'Anm -. Si torna a parlare di persecuzioni giudiziarie e complotti nei confronti di uomini politici che hanno ricoperto incarichi apicali nel Paese, per avvalorare agli occhi dei cittadini l'immagine di una magistratura politicizzata e inaffidabile che come tale deve essere riformata. È bene dire che non vi è alcuna prova che ciò sia avvenuto".








