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Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Cesare Parodi, cade in un grave scivolone istituzionale che va ben oltre il legittimo diritto di opinione in vista del referendum sulla giustizia

Fa discutere un commento che Cesare Parodi, presidente dell'Anm, ha fatto a un post pubblicato su LinkedIn dall'avvocato torinese Flavio Campagna contro la riforma costituzionale della magistratura. Il quotidiano Il Foglio, che lo ha trovato, sottolinea che quel commento "suscita non poche perplessità sul piano dell'opportunità istituzionale... Un post molto pesante - si legge - in cui Campagna (consigliere distrettuale di disciplina degli avvocati della Corte d'appello di Torino) annuncia il suo No al referendum con parole nette: "Non voterò mai questa riforma, né qualunque altra proposte dovesse provenire da chi ci governa ora ovvero da chi non perde occasione per fare a brandelli la nostra democrazia, la nostra Costituzione, i diritti civili e le libertà declinate in tutte le espressioni possibili. Quando il mio Paese si sarà liberato di questa ideologia fascista e liberticida, ne riparleremo".