«Quando gli ho chiesto cosa ci fosse nel suo sguardo, Björn mi ha detto: una gran rabbia». Il ragazzo più bello del mondo, Björn Andrésen, attore e musicista svedese noto per il suo ruolo di Tadzio in “Morte a Venezia” di Luchino Visconti del 1971, è morto sabato. Lo annunci Kristian Petri, co-regista di “The Most Beautiful Boy in the World", un documentario del 2021 dedicato all'attore. La definizione di più bello del mondo, datagli dal regista, è stata per lui una maledizione. "Mi sentivo come un animale esotico in gabbia", dichiarò al Guardian nel 2003. Nel film, adattamento dell'omonimo romanzo del 1912 di Thomas Mann, Andresen dava il volto al bellissimo ragazzo, di cui il professor Aschenbach, interpretato da Dirk Bogarde si innamora, diventando un simbolo della bellezza effimera e del passaggio implacabile del tempo: non a caso nel libro, e nel film, non pronuncia nemmeno una parola. L’effetto di quella popolarità planetaria fu deleterio: Andrésen andò in Giappone, dove fu addirittura drogato per realizzare video, spot e persino un disco, ispirando tra l’altro l’autrice di manga Riyoko Ikeda per il volto di Lady Oscar.
«Diventare così famosi ha un effetto dirompente soprattutto se sei un ragazzino e non hai il giusto supporto da parte degli adulti - ha spiegato la regista del documentario -. Nel caso di Björn non c’era solo l’attenzione e gli sguardi della gente, ma anche il desiderio e la lussuria: la gente lo invitava alle feste e gli faceva regali per ottenere un certo tipo di favori».










