La forza torna ad essere misura delle relazioni internazionali.

Per raggiungere la pace laddove sono in corso conflitti occorre innanzitutto "coraggio" nell'intraprendere il dialogo, che è segno di "fortezza" e non certo di "remissività"; e una volta aperto lo spiraglio di tale dialogo vanno messi in campo " perseveranza, pazienza, il lavoro di mediazione".

Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pronunciate all'Incontro internazionale "Osare la pace" della Comunità di Sant'Egidio, sono apparse da una parte un apprezzamento di quanto sta avvenendo in Medio Oriente e dall'altro un esortazione a non abbandonare i tentativi di dialogo con Putin per portare finalmente la pace in Ucraina.

Nel suo intervento il Capo dello Stato ha incoraggiato "le opinioni pubbliche, i movimenti popolari per la pace, le comunità, come quella di Sant'Egidio", attribuendo loro un ruolo positivo nello spingere i governi all'"assunzione di responsabilità". Mattarella si è interrogato sul perché si sia passati dal lungo periodo post bellico in cui gli Stati Uniti e l'Europa hanno diffuso a livello globale i valori del diritto internazionale, per i quali "le armi avrebbero taciuto per sempre", ad una fase in cui "Il tema della forza pretende nuovamente di essere misura delle relazioni internazionali".