ROMA. "Il nazionalismo da opporre ad altri nazionalismi nasce, in fondo, dal considerare gli altri popoli come nemici, se non come presenze abusive o addirittura inferiori per affermare con la prepotenza e, sovente, con la violenza, pretese di dominio. Per un trentennio tutto questo sembrava avviato ad essere archiviato nel passato. La fine della Guerra Fredda, con il dialogo Reagan-Gorbaciov e l'apertura a un'accentuata interdipendenza globale, sembrava aprire un'era di pacificazione". Lo afferma Sergio Mattarella nel suo intervento all'iniziativa della Comunità di sant'Egidio "costruire la pace". "Oggi ci confrontiamo con uno scenario molto diverso, anche in Europa. Il tema della forza pretende nuovamente di essere misura delle relazioni internazionali", aggiunge.
"Con l’Ue costruita la condizione per far tacere le armi”
"Abbiamo costruito, con l'Unione Europea, una condizione - sin qui realizzatasi tra i suoi membri - per cui le armi avrebbero taciuto per sempre”, ha spiegato Mattarella. “E questo per volontà democratica dei suoi popoli liberi, non per imposizione imperiale o di uno dei dittatori, protagonisti di disumani esperimenti del secolo scorso". "Una condizione e valori che hanno pesato, influenzando tante altre aree del mondo, avviando una fase destinata a globalizzazione dei diritti e a colmare gradualmente il divario tra i popoli del Nord e del Sud del mondo. Non è stata una stagione priva di tensioni e di prezzi pagati duramente dalle popolazioni civili, come nei vicini Balcani. A fronte delle crisi sono stati apprestati, tramite l'Organizzazione delle Nazioni Unite, gli strumenti per una ricerca perseverante di percorsi di pace, come antidoto alla tentazione del ricorso all'uso della forza e della prevaricazione", ha ancora detto il capo dello Stato.











