Che fosse una regata tosta si sapeva. E di fatti. La Transat Café l’Or Le Havre-Martinica parte con tre Ocean Fifty capovolti, con l’Imoca 60 Paprec ArKéa che deve tornare indietro per una avaria e con l’ordine ai 42 della flotta dei Class 40 di fare scalo a La Coruña (Spagna) per ripararsi da un fronte freddo in arrivo. «In queste prime ore è possibile perdere la regata, ma probabilmente non è possibile vincerla. Quindi ci occuperemo di mantenere la barca in buone condizioni e di superare la prima dorsale in buone condizioni», dice Francesca Clapcick, skipper di 11th Hour Racing. Giusto per non lasciare dubbi, aggiunge il suo co-skipper, Will Harris: “Le prossime ore saranno all'insegna della sopravvivenza. Non ha senso prendere decisioni avventate: nel Canale della Manica avremo 35 nodi di vento, forse 40 nodi». E Beccaria: “Siamo partiti con più di venti nodi – racconta Beccaria – ma ci aspetta un crescendo notevole già stanotte, quando dovremo affrontare un fronte molto intenso: avremo 35 nodi per almeno sei ore e raffiche fino a 40. Sono condizioni che non ho mai sperimentato su questa barca: l’obiettivo sarà soprattutto evitare rotture”.
Lo start da Le Havre
I primi a prendere il largo sono stati gli Ocean Fifty, sabato scorso. Ne sono rimasti sette in gara, con in testa Wewise di Pierre Quiroga e Gaston Marvan. Fuori gioco Inter Invest di Matthieu Perraut e Jean Baptiste Gellée, recuperati con l’elicottero dopo aver scuffiato; stessa sorte per Koesio di Erwan Leroux e Audrey Ogereau, che si è cappottato a nord di Guernsey, con un vento da nord di 25 nodi e onde di 2,5 metri; e così anche pert Lazare x Hellio, di Erwan Le Draoulec e Tanguy Le Turquais, soccorsi davanti a Le Hague dopo il capovolgimento.






