Roma, 26 ott. (askanews) – “Né rabbia né rassegnazione”. Il sentimento prevalente è la “determinazione”. Anche se ammette il giornalista Sigfrido Ranucci, “nella vita c’è sempre un prima e un dopo”. E la notte del 16 ottobre, segnata da quella bomba davanti casa, lascerà “un segno indelebile”.
La multa che il Garante per la Privacy ha inflitto alla sua trasmissione si muove per Ranucci su input politico. “Si, e ripeto che si muove su input politico. Lo dimostreremo nell’inchiesta che andrà in onda stasera”, afferma a La Stampa. “Manderemo in onda un documento importante, con il filmato di Agostino Ghiglia (componente del Garante per la protezione dei dati personali, ndr) che entra nella sede di Fratelli d’Italia poche ore prima della sanzione. Lì, nella sede di partito di Fdi – afferma Ranucci – c’era Arianna Meloni. Sarebbe interessante sapere se hanno parlato della sanzione a Report. E se si, che cosa si sono detti? Domande, naturalmente, solo domande”.
La vicenda ha immediatamente fatto reagire le opposizioni. “Dopo la solidarietà di facciata, è ripartito l’attacco contro Report e Sigfrido Ranucci. Le belle parole e le testimonianze di circostanza di Fratelli d’Italia si sono rapidamente trasformate nell’ennesima ondata della macchina del fango e della disinformazione, tornata all’attacco con forza”. Così i componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza Rai. “È inaudito che, poche ore prima dell’avvio dell’esposto del Garante della Privacy contro Ranucci – sottolineano – alcuni componenti di un’istituzione che dovrebbe garantire terzietà e indipendenza siano stati visti entrare nella sede del partito di Giorgia Meloni. Arriveranno forse le smentite di rito, ma, se confermato, la coincidenza e la tempistica dell’incontro tra Ghiglia e Arianna Meloni non possono passare inosservate. Chiediamo innanzitutto alla Rai di attivarsi e di farsi promotrice di un’azione di difesa nei confronti di Report, a tutela di Ranucci e a salvaguardia dell’indipendenza del servizio pubblico”.











