Mentre la manovra è attesa al Senato per iniziare il suo iter, la Lega alza il tiro contro le banche. E rivendica un aumento del contributo a carico degli istituti di credito contenuto nella legge di Bilancio. «Sorprendenti e irritanti dichiarazioni di alcuni banchieri a proposito della manovra finanziaria» si legge in una nota diramata ieri dal Carroccio. «A fronte di quasi 50 miliardi di utili» prosegue «è doveroso che i grandi istituti aiutino il settore sanitario, le famiglie e le imprese. Le banche hanno il dovere morale di restituire al Paese una parte dei guadagni che sono frutto dell’efficace azione del governo e di commissioni e interessi dei cittadini-clienti. I gruppi della Lega sono determinati a proporre soluzioni per rendere ancora più significativo il contributo».
Del resto, già nei giorni scorsi il leader della Lega Matteo Salvini era intervenuto sul tema, chiedendo apertamente un maggior contributo dalle banche. Il tutto con l’obiettivo di «aumentare, non per tutti, pensioni e stipendi, di cancellare le cartelle esattoriali fino al 2023, assumere medici e infermieri». In questo contesto, aveva detto il vicepremier, «chi ha di più deve dare di più. Le banche quest’anno chiuderanno con profitti per oltre 50 miliardi di euro, se ne guadagneranno “solo” 45... penso che sia una cosa utile anche per gli anni a venire. In un momento di difficoltà di più chi ha di più deve dare di più». «Non è un esproprio proletario» aveva puntualizzato.













