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La nuova arma è un vettore da crociera a propulsione nucleare con autonomia quasi illimitata, capace di volare 14mila km in 15 ore ed eludere i radar. Mosca lo definisce “unico al mondo”

Per Mosca l'ultimo test è stato un successo. Per la Nato si tratta di un altro pericoloso segnale di escalation. La Russia avverte il mondo delle sue capacità atomiche mostrando i risultati preliminari di un nuovo test sul missile Burevestnik. Noto anche con il nome Petrel e identificato dalla Nato come SSC-X-9 Skyfall, il Burevestnik è un missile da crociera che può portare sia testate convenzionali che nucleari, ma l'elemento che lo distingue da altri armamenti russi è il sistema di propulsione.

Secondo i tecnici russi, infatti, Skyfall viene "spinto" da un propulsore nucleare miniaturizzato. Aspetto questo che lo renderebbe in grado di un moto quasi perpeuto e soprattutto di essere in grado di raggiungere ogni parte del mondo. Secondo Valerij Gerasimov, capo di Stato maggiore russo, nell'ultimo test il missile ha coperto la distanza di 14mila chilometri in 15 ore. Mosca lavora al Burevestnik da anni. Dal 2017 a oggi i test effettuati sono stati almeno 14, come ha ricordato un bollettino dell'organizzazione Nuclear Threat Initiative. Molti test sono stati fallimentari, in particolare uno, avvenuto nel 2019, quando durante le operazioni di recupero del reattore un'esplosione causò la morte di sette persone.