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Ultimo aggiornamento: 18:54
È stato chiamato in codice SSC-X-9 Skyfall dalla Nato e il suo nome in russo è ‘Uccello delle tempeste’. Poco si sa però del Burevestnik, il nuovo missile da crociera russo a propulsione nucleare in grado di confondere le difese aeree, che è stato testato “con successo” da Mosca. Nel suo percorso di prova ha percorso 14mila chilometri, ma il generale Valery Gerasimov, capo di Stato Maggiore russo, ha detto che ha trascorso 15 ore in volo, sottolineando che “questo non è il suo limite”. Nonostante il nome però è un’arma letale, che promette precisione contro siti altamente protetti situati a qualsiasi distanza. Un’arma, ha sintetizzato con orgoglio Vladimir Putin, “senza eguali al mondo”.
Il super razzo viene lanciato da terra a bassa quota, in grado di trasportare testate nucleari e a sua volta alimentato da energia nucleare. E’ proprio il sistema di propulsione nucleare a consentirgli di percorrere distanze maggiori. I russi sostengono che non solo abbia una gittata illimitata, ma che possa anche eludere le difese. Operando a bassa quota, tra i 50 e i 100 metri, è più difficile per i radar rilevarlo.
Molti esperti occidentali sono scettici al riguardo, precisando che un motore nucleare potrebbe essere altamente inaffidabile. Quando, nel suo discorso sullo stato della nazione del 2018, il presidente russo Vladimir Putin rivelò per la prima volta che la Russia stava lavorando a questo missile, affermò che avrebbe avuto una gittata illimitata che gli avrebbe permesso di circumnavigare il globo senza essere rilevato dai sistemi di difesa aerea. Il leader russo ha aggiunto durante le recenti esercitazioni militari che questo missile è invincibile contro le difese missilistiche attuali e future, grazie alla sua gittata quasi illimitata e alla traiettoria di volo imprevedibile. Molti osservatori sostengono che un missile di questo tipo potrebbe essere difficile da manovrare e rappresentare una minaccia per l’ambiente.










