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Il premio Pulitzer, Richard Powers, parla del nuovo romanzo in cui un'isola è nel mirino dei miliardari della Silicon Valley
Dopo averci trasportato di chioma in chioma su alberi secolari nel suo Il sussurro del mondo (con cui ha vinto il Pulitzer nel 2019) lo scrittore americano Richard Powers ci fa immergere negli oceani e fra le creature incredibili che li popolano in Un gioco senza fine (La nave di Teseo, pagg. 556, euro 24). In questo Playground (che poi è il titolo originale) scienza, tecnologia, umanesimo e amore per la natura si incontrano su un puntino disperso nel Pacifico: l'isola polinesiana di Makatea, un paradiso (ricchissimo di fosfati) minacciato da un progetto per creare futuristiche città galleggianti e dove si incrociano i destini dei quattro protagonisti (un genio dell'informatica miliardario, un poeta, una scultrice e una oceanografa). Powers parla dalle Smoky Mountains, negli Appalachi del Sud: "Mi sono trasferito qui nove anni fa, mentre scrivevo Il sussurro del mondo, per stare vicino alle antiche foreste e poterle esplorare per il romanzo. Ho amato questo luogo così tanto che ho deciso di restare".






