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Il viaggiatore francese, vincitore del premio Kapuscinski, parla di mete e di scelte estreme

Un giro del mondo in bicicletta, tragitti a piedi e scalate, i deserti africani e le steppe dell'Asia centrale, i sentieri neri francesi e la corona delle Alpi, viaggi nella storia sulle tracce dell'esercito napoleonico e dei prigionieri in fuga dalla barbarie dei gulag. Queste alcune delle imprese compiute da Sylvain Tesson, le cui opere riempiono i cataloghi di Sellerio e Rizzoli. Dopo aver ricevuto a Roma il Premio Kapuscinski, questo singolare avventuriero dello spirito ha presentato a Catania, nell'ambito della rassegna "Naxos Legge" di Fulvia Toscano, due suoi nuovi libri: Una leggerissima oscillazione e Piccolo trattato sull'immensità del mondo, entrambi pubblicati da Piano B. Lì gli abbiamo rivolto qualche domanda, partendo dall'idea, onnipresente nelle sue opere, di un fantastico non separato dal reale, che richiama il "realismo magico".