Al sindaco socialista di Marsiglia, Benoît Payan, la proiezione di un film sul Sacro Cuore di Gesù in un edificio comunale della città focese sembra un’iniziativa inopportuna. A suo parere non sarebbe abbastanza rispettosa della legge francese sulla laicità del 1905, nonostante l’approvazione da parte della commissione statale che esamina la decenza delle opere cinematografiche.

Pertanto due giorni fa 336 persone, in attesa di assistere allo spettacolo al Castello della Buzine, si sono viste sbarrare la strada e le porte dai gendarmi mandati direttamente dal primo cittadino.

La giustificazione arriva a stretto giro di posta: è un’opera «di natura confessionale» e quindici sarebbe soltanto una questione giuridica alla base della deprogrammazione, ma non si tratta affatto di un divieto alla sua diffusione o di una limitazione della libertà d’espressione o di culto, perché i cittadini possono andare liberamente al cinema Pathé Madeleine, che lo propone tutti i giorni nelle sue sale. Lo spiega un lungo comunicato stampa del municipio, diramato agli organi d’informazione dopo la reazione degli esponenti della destra, delle associazioni cattoliche e degli autori e registi del docu-film, Sabrina e Steven James Gunnell, che denunciano la censura come l’ennesimo atto di cristianofobia. Martine Vassal, presidente dell’area metropolitana di Aix-Marseille-Provence non comprende la decisione, perché «rinnega la nostra storia».