A poche ore dall’annuncio americano sulle sanzioni al petrolio russo, dal varo del 19° pacchetto di sanzioni europeo e dall’ennesimo rinvio della Ue sull’utilizzo degli asset di Mosca per finanziare la difesa ucraina, Volodymyr Zelensky si è recato a Londra per incassare ulteriore sostegno, dopo quello del Consiglio Ue, da parte del gruppo dei volenterosi, in gran parte collegato da remoto.

Nel suo intervento il presidente ucraino ha affermato che in vista dell’inverno l'aggressione russa sta «spingendoci verso un disastro umanitario» con attacchi mirati al settore energetico ucraino, usando il freddo come «strumento di tormento e pressione contro il nostro popolo e la nostra difesa». Starmer invece ha definito «assurde» le richieste territoriali della Russia per una pace che «è l’unico a non volere», mentre il presidente del consiglio Meloni ha fatto presente che il cessate il fuoco può solo arrivare dall’unità tra le due sponde dell’Atlantico. Per Meloni attualmente non esiste altra via negoziale se non quella delineata da Trump. Il premier britannico ha anche invitato gli europei a darsi una mossa per portare a termine il lavoro «sui beni sovrani della Russia e sbloccare miliardi per contribuire a finanziare la difesa dell'Ucraina».