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Il conduttore di "Report" interviene all'Assemblea generale dell'Anm alla vigilia del ritorno in onda della sua trasmissione: "Se un politico denuncia un giornalista in maniera temeraria, poi paghi salato. Sono contrario alla separazione delle carriere"
A otto giorni di distanza dal terribile attentato che ha polverizzato due sue automobili sotto casa a Pomezia e alla vigilia del ritorno della messa in onda di "Report" con l'avvio della nuova stagione televisiva, Sigfrido Ranucci torna a parlare di libertà di informazione e di giustizia. E lo fa ospite dell'assemblea generale dell'Associazione Nazionale Magistrati che si tiene a Roma. Il giornalista chiarisce che non desidera che gli esponenti politici che hanno sporto delle querele contro di lui ritirino le denunce fatte: "Io voglio vincere sul campo, non per assenza di giocatori. Però vorrei che se un politico denuncia un giornalista, sapendo che quello che il giornalista ha detto è vero, poi paghi. E paghi anche salato, perché ha scomodato la giustizia, ha ingolfato la giustizia e ha fatto un'evidente intimidazione alla libertà di stampa".









