Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
25 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 12:03
“Io non voglio che ritirino le querele contro di me, io voglio vincere sul campo, non per assenza di giocatori. Però vorrei che se un politico denuncia un giornalista, sapendo che quello che il giornalista ha detto è vero, poi paghi. E paghi anche salato”. Sigfrido Ranucci, arrivando alla Assemblea all’assemblea generale dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), commenta la proposta del ritiro delle querele nei suoi confronti avanzata nei giorni scorsi da Francesco Storace, dopo l’attentato subito dal giornalista a pochi metri dalla sua casa di Pomezia. Ma soprattutto rilancia il dibattito su una legge contro le querele temerarie, come ribadito anche durante la manifestazione organizzata dal Movimento 5 Stelle organizzata per il conduttore di Report. Nei giorni scorsi, inoltre, il Garante della privacy ha comminato alla trasmissione una mega-multa da 150mila euro – quasi inaudita nelle proporzioni – per la messa in onda di alcune intercettazioni sul caso di Gennaro Sangiuliano in cui l’allora ministro parlava con la moglie.
“Sono qui perché mi hanno invitato e sono venuto perché credo che sia importante in questo momento mandare un messaggio alla all’Associazione nazionale dei magistrati che sia importante essere uniti – ha spiegato Ranucci – Secondo me l’Associazione nazionale dei magistrati deve cominciare a ragionare in maniera meno correntizia: è un vizio politico quello delle correnti e il cittadino deve recuperare fiducia nella magistratura”. A chi gli chiedeva come sarà il suo voto al referendum Ranucci ha replicato: “Io sono contrario alla separazione delle carriere perché in tutti i Paesi dove c’è la separazione delle carriere, il pm poi alla fine è sottoposto al potere politico. Noi abbiamo bisogno di poteri divisi che si facciano da contrappeso e solo così si può far funzionare la macchina democratica”.








