Serve un piano organico di controlli, indagini e processi che colpiscano chi usa la libertà di parola per alimentare odio e violenza. Chi pensa che le manifestazioni pro-Pal siano il frutto spontaneo dell’indignazione popolare, si illude. Dietro bandiere, cori e lacrime si muove una macchina ben oliata: una rete islamista che da decenni lavora per radicarsi nel cuore dell’Europa e trasformare la fede in strumento politico. Quindi, sul piano europeo, serve un coordinamento più stretto per fermare la diffusione di reti ideologiche transnazionali e contrastare in modo deciso formazioni come i Fratelli Musulmani, non solo in Italia ma in tutta Europa, individuando e bloccando anche i canali di finanziamento che le sostengono. Tra le iniziative parlamentari figura una proposta di legge, già depositata alla Camera, che contempla la revoca della cittadinanza per chi venga condannato per reati di terrorismo o per atti di apologia. Potrebbe rappresentare uno strumento ulteriore per tutelare la sicurezza nazionale e i valori costituzionali. L’islamizzazione dal basso non è una teoria, bensì pratica quotidiana e difendere la libertà d’espressione non significa lasciar spazio all’istigazione e alla violenza. Per questo servono interventi giudiziari, amministrativi e legislativi coordinati a livello nazionale ed europeo.
Serve un piano concreto contro l'islam radicale
Le agenzie di sicurezza europee lo ripetono da anni: la Fratellanza Musulmana è un movimento antidemocratico, che usa il linguaggio dei diritti...







