«Io ogni giorno devo andare da loro e farmi stuprare». Così una ragazzina di appena 12 anni ha raccontato le violenze al 114, il numero di emergenza per i minori. E così si è scoperto che una bambina a Sulmona, in provincia dell’Aquila, era stata stuprata e filmata per sette mesi da un ragazzo 14enne, di cui si era innamorata, e da suo cugino mentre un 17enne filmava tutto con il telefonino.

Dopo due mesi da quella drammatica telefonata, la svolta delle indagini. I carabinieri della compagnia di Sulmona, ieri all’alba, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale dei Minori dell’Aquila e dalla distrettuale antimafia con l’accusa di aver violentato più volte e ricattato la ragazzina, schiavizzata per mesi da tre giovani poco più grandi di lei. Con l’accusa di violenza sessuale aggravata e di gruppo, violenza sessuale nei confronti di una minore di 14 anni, atti persecutori e produzione, detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, sono finiti in carcere tre ragazzi di origine straniera, ma residenti in Valle Peligna: il 14enne, che lei amava, suo cugino oggi 18enne e il 17enne che girava i video. I minori sono stati trasferiti nel carcere romano di Casal del Marmo, il maggiorenne, invece, nella casa di reclusione di Sulmona. Gli arresti arrivano all’indomani del deposito della perizia da parte del tecnico incaricato dalla procura, chiamato ad analizzare i telefoni e i computer dei tre indagati, sequestrati un mese fa dai carabinieri. Il materiale che ne è venuto fuori, avrebbe confermato le accuse fatte dalla bambina ad agosto quando si era decisa a denunciare dopo aver saputo che uno di quei video era finito in una chat di adolescenti su Whatsapp.