"Una storia che semina solo dolore ed è triste anche da un punto di vista culturale.
È una vicenda in cui tutti perdono".
Così all'ANSA il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, in merito all'arresto avvenuto questa mattina di tre persone — un 18enne e due minorenni — accusate di ripetuti abusi sessuali e ricatti ai danni di una ragazzina di 12 anni a Sulmona.
Le violenze sarebbero state riprese dagli aguzzini, che avrebbero poi minacciato l'adolescente di diffondere il materiale se si fosse sottratta agli abusi. A luglio, un video sarebbe effettivamente finito su un gruppo WhatsApp, spingendo la vittima a denunciare.
"In questa vicenda l'aspetto giudiziario è secondario rispetto a quello culturale — ha sottolineato D'Angelo — e in ogni caso non c'è nulla da gioire: non abbiamo catturato un pericoloso assassino, ma individuato due minorenni e un appena maggiorenne. È una vicenda in cui tutti perdono".










