Hanno violentato per mesi una ragazzina, girato video degli abusi, li hanno diffusi, l’hanno minacciata. Quando lei ha detto basta, trovando il coraggio di denunciare sono scattate le indagini. E ora tre giovanissimi, un diciottenne e due minorenni, sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Sulmona perché accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minori di 14 anni, produzione di materiale pedopornografico, detenzione di materiale pedopornografico e atti persecutori.

Gli arresti

A disporre le misure cautelari sono stati i giudici per le indagini preliminari del tribunale dell'Aquila e del tribunale per i minorenni del capoluogo abruzzese in base ai gravi indizi di colpevolezza raccolti dai militari, coordinati dalle procure della Repubblica, ordinaria e minorile, dell'Aquila. I tre sono stati rintracciati nelle loro case e trasferiti nel carcere di Sulmona, il maggiorenne, e nel minorile di Casal del Marmo a Roma, i due minorenni.

La chiamata al “114-emergenza infanzia”

L'indagine era partita alla fine del mese di agosto, quando la vittima, difesa dall'avvocata Maria Grazia Lepore, aveva chiamato il numero “114-emergenza infanzia”. «Non ce la faccio più», aveva detto alle operatrici. Per lunghissimi mesi era rimasta in silenzio, sperando che l’incubo finisse. E invece no. Gli abusi e i ricatti sono andati avanti dal 2023 fino a luglio scorso: sesso in cambio di silenzio. Violenze sessuali e minacce subite da parte di ragazzi che conosceva bene, che considerava amici, di cui si fidava.