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La senatrice pentastellata dà della "cheerleader" alla Meloni. La candidata di Avs esalta i "martiri" palestinesi. La sinistra denuncia un'emergenza democratica che non esiste. Ecco i peggiori della settimana
Al terzo posto del podio dei peggiori, questa settimana, troviamo la senatrice del M5S, Alessandra Maiorino, per il brutto epiteto rivolto a Giorgia Meloni. A sinistra siamo a chi la spara più grossa. La scorsa settimana il leader della Cgil, Maurizio Landini, aveva toccato il fondo dando della "cortigiana" al nostro presidente del Consiglio; questa settimana, in Aula, la grillina non è caduta tanto in basso ma non ha risparmiato al capo del governo un linguaggio che, a parti invertite, avrebbe sicuramente scatenato le ire e le proteste delle femministe. "Anche oggi - ha detto - l'abbiamo dovuta vedere nelle vesti di cheerleader del presidente di un altro Paese". È lo spirito del partito del "vaffa", sempre pronti a denigrare anziché confrontarsi sulle idee. Purtroppo, in questo preciso storico, questa è la cifra stilistica dell’intero centrosinistra che, non sapendo come imporsi nel dibattito politico, non fa altro che sferrare colpi bassi.






