ROVIGO - Un nemico invisibile, inodore, che si insinua nel respiro e uccide in silenzio senza dare scampo. Il monossido di carbonio continua a mietere vittime, spesso per colpa di piccoli errori o impianti trascurati. È il gas più subdolo: non si vede, non si sente, e quando ci si accorge della sua presenza è già troppo tardi.
«Purtroppo - spiega Morgan Zanovello, referente Impianti di Confartigianato Polesine - lo ripetiamo sempre ai clienti: fare la manutenzione non serve a "fregare soldi", ma a salvare vite. La manutenzione è obbligatoria e soprattutto fondamentale, perché se qualcosa non funziona lo si vede in fase di controllo. Il problema è che molti la posticipano, o non hanno tempo o soldi per farla».
Zanovello parla con la consapevolezza di chi, ogni giorno, entra nelle case per verificare caldaie, scaldabagni e stufe. «Con le stufe a pellet si percepisce subito se c'è un problema, si sente l'odore. Diverso è per le caldaie e gli scaldabagni a gas: basta che siano a camera aperta e installati male per diventare un pericolo. Servono ditte qualificate e professionali, non l'amico, non il primo che capita, e nemmeno chi si arrangia».
Il monossido di carbonio si forma quando la combustione è incompleta. È un gas incolore e inodore, prodotto da motori, stufe, generatori, caldaie, lanterne o apparecchi che bruciano combustibili come gas, carbone o legna. Quando si accumula in ambienti chiusi o poco ventilati, sostituisce l'ossigeno nel sangue e provoca una intossicazione letale in pochi minuti.









