Il mondo è cambiato, l’Europa è sotto attacco e fatica a rispondere. Ha un’unica via di fronte a sé: “un federalismo pragmatico” che le permetta di andare avanti sui temi strategici. Mario Draghi torna a parlare del presente e del futuro dell’Europa. Lo fa ad Oviedo, dal Teatro Campoamor, dove è stato insignito del prestigioso Premio Princesa de Asturias per la Cooperazione Internazionale. Secondo i giurati Draghi è «una figura chiave della difesa dell’integrazione europea e della cooperazione internazionale». Ed è ancora una volta all’Unione, per la quale ha redatto il rapporto Competitività, che l’ex presidente della Bce ha rivolto il suo monito.
Draghi: sotto attacco quasi ogni principio su cui si fonda l’Ue
Il presupposto da cui parte Draghi è ormai da mesi identico: «quasi ogni principio su cui si fonda l’Ue è sotto attacco. Il mondo è cambiato e l’Europa fatica a rispondere». E’ questo il «punto di rottura» - già sottolineato a maggio a Coimbra, al Cotec, alla presenza del presidente della Sergio Mattarella - dal quale Draghi ha mosso anche ad Oviedo il suo intervento. Portando avanti una proposta che ben si inserisce nell’attualità di Bruxelles, ovvero nel dibattito sul superamento del quorum dell’unanimità in alcune decisioni chiave dell’Ue.







