Sei navi da crociera su dieci sono già in grado di attraccare in porto, spegnere i motori e ricevere l’energia necessaria da terra. Peccato che al momento non ci sia ancora un solo porto italiano in grado di soddisfare questa possibilità, fondamentale per abbattere le emissioni in aria di sostanze nocive provocate proprio dall’accensione dei motori. È quello che tecnicamente si chiama “cold ironing” per cui molti porti italiani si stanno attrezzando, a cominciare da quelli liguri di Genova, Savona e La Spezia, con investimenti significativi, in attesa di completare l’operazione. L’opportunità, destinata in prospettiva a diventare un obbligo, diventa anche un elemento di business, nel senso che le grandi navi organizzano sempre più i loro itinerari guardando anche a quei porti già pronti ad alimentarle da terra con l’energia elettrica.

A segnalare che il sessanta per cento del naviglio da crociera che circola per i mari è già pronto per il “cold ironing”, ricordando anche che i porti italiani non possono ancora garantire questa opportunità, è Clia, l’associazione delle compagnie crocieristiche nel corso dell’Italian Cruise Day che si tiene a Catania.

«Sappiamo che alcuni porti italiani stanno compiendo progressi e altri hanno già avviato i test per consentire alle navi da crociera di allacciarsi alla rete elettrica e di spegnere i motori ausiliari quando sono ormeggiate, ci auguriamo di poter vedere presto questa tecnologia operativa anche in Italia» spiega Nikos Mertzanidis, Executive Director in Europa dell’associazione.