Entro giugno, se le tabelle di marcia saranno rispettate, sarà effettuato il primo test di cold ironing, cioè di alimentazione elettrica da terra, su un traghetto della Gnv (gruppo Msc), nel porto di Genova. È quanto hanno annunciato il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, Matteo Paroli, e l’ad della compagnia di navigazione, Matteo Catani, nel corso delle operazione di rifornimento di Gnl del ferry Gnv Aurora, seconda nave della flotta della società alimentata a gas naturale liquefatto (la prima è stata Gnv Virgo) e quarta unità della serie di traghetti di nuova generazione realizzati presso il cantiere Gsi di Guangzhou.
Il cold ironing è una soluzione tecnologica studiata per ridurre le emissioni nelle aree portuali: collegando la nave alla rete elettrica di terra, è possibile spegnere i generatori di bordo, azzerando sia le emissioni di CO₂ sia, quasi completamente, altri inquinanti, come ossidi di azoto e zolfo, con benefici diretti per la qualità dell’aria nel porto e nelle aree limitrofe.
Come già avvenuto lo scorso dicembre con Virgo, anche in questo caso l’operazione è stata portata a termine grazie alla collaborazione tra Adsp, Gnv, la Capitaneria di porto di Genova e il partner energetico Axpo. «L’operazione di oggi - ha detto Catani - rappresenta un momento fondamentale per Gnv e per il porto di Genova. Non si tratta solo di un bunkeraggio: è la conferma concreta del percorso di innovazione intrapreso dalla compagnia, con nuove navi a Gnl, che riducono significativamente le emissioni, aprono la strada al cold ironing e rafforzano l’impegno verso la sostenibilità ambientale».







