I dati diffusi oggi da Ispra. Ogni ora l’Italia perde una porzione di suolo pari a circa 10mila metri quadrati, come se dal mosaico del territorio venisse staccato in continuazione un tassello vitale

Turisti a Boccadasse (Genova)

Èuna vera e propria ragnatela che si allarga senza sosta, inghiottendo ogni anno porzioni sempre più vaste di territorio naturale. Il consumo di suolo in Italia ha raggiunto nel 2024 il valore più alto dell'ultimo decennio: quasi 84 chilometri quadrati sono stati coperti da nuove superfici artificiali, un aumento del 16% rispetto all'anno precedente, portando il consumo netto a superare i 78 chilometri quadrati. I dati dell'ultimo Rapporto SNPA dell'Ispra suonano come un ennesimo, drammatico, campanello d'allarme.

La corsa al cemento non conosce sosta: ogni ora si perde una porzione di suolo pari a circa 10mila metri quadrati, come se dal mosaico del territorio venisse staccato in continuazione un tassello vitale. Il danno non è solo ambientale, ma anche economico: "I danni economici derivanti dalla perdita di servizi ecosistemici sono di 9,6 miliardi di euro l'anno", spiega Carlo Munafò, responsabile del Rapporto, "mezzo miliardo in più rispetto all'anno precedente".