Ne hanno viste tante, i magnifici protagonisti degli affreschi michelangioleschi della Cappella Sistina. Sotto i loro occhi è passata la storia della Chiesa, intrecciata alla storia mondiale. E quello che succede nel giorno della preghiera ecumenica partecipata insieme da re Carlo e papa Leone è davvero un altro capitolo storico. Un gesto che non avveniva da cinquecento anni, dopo la strappo, traumatico e denso di conseguenze, causato dallo scisma che ha diviso anglicani e cattolici. «Good morning, welcome!». È il benvenuto del Papa a re Carlo e alla regina Camilla, al Palazzo apostolico. E re Carlo sussurra la propria emozione, che traspare anche dal volto. Poi davanti ai fotografi per le foto ufficiali entrambi scherzano: «Sempre pericoloso davanti alle telecamere». E papa Leone risponde, con un sorriso, «ci si abitua».

In un clima di grande cordialità, dunque, e senza bisogno di interpreti, si svolge questa visita-incontro-preghiera, un unicum come si diceva, nella storia. Tutto comincia quando i reali britannici vengono accolti nel cortile di San Damaso dalla banda pontificia e dal picchetto d’onore delle guardie svizzere. Non può mancare il tradizionale scambio di doni: un ritratto di St. Edoardo il Confessore per il papa da parte del Re, che con la corona di St. Edoardo è stato incoronato nel 2023 a Westminster Abbey. Da parte del Pontefice, un mosaico di Cristo realizzato in Vaticano per il Re, oltre a due piante, due orchidee, nel segno del filo «verde», della cura del Creato, che, insieme all’ecumenismo, attraversa questa visita di Stato. Seguono l’udienza privata nella Biblioteca e l’incontro con il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin. Oltre ai doni, per il pontefice il sovrano reca l’onorificenza di Knight Grand Cross of the Order of the Bath (l’ordine del Bagno) per Leone XIV. E il Pontefice restituisce l’onore conferendo il titolo di cavaliere di gran croce con il collare dell’Ordine di papa Pio IX, mentre la regina Camilla diventerà “Dama di gran Croce” dello stesso ordine.