"Un guanto di mano destra, in pelle di colore scuro marrone antistante al sedile anteriore destro": così la polizia Scientifica descrisse il guanto recuperato nella Fiat 127 usata dai killer dell'ex presidente della Regione Piersanti Mattarella, trovata qualche ora dopo il delitto.
Una delle prove sull'inchiesta che, secondo l'accusa, sarebbe stata fatta sparire dall'ex funzionario della Mobile di Palermo Filippo Piritore, oggi arrestato per depistaggio.
Al sopralluogo durante il quale l'indumento venne trovato c'era sicuramente Piritore, all'epoca funzionario della squadra Mobile. La sua presenza risulta da una fotografia scattata dalla Scientifica che lo ritrae sul luogo in cui gli assassini abbandonarono la Fiat. Secondo la prassi il guanto doveva essere repertato. Ma - ed è questa la prima anomalia rilevata dagli inquirenti - questo non avvenne. Eppure il 7 gennaio 1980 lo stesso Piritore, già in possesso dal giorno prima dei beni trovati sull'auto degli assassini, attribuì all'oggetto, capendone l'importanza, una destinazione diversa rispetto al resto del materiale che invece fu restituito al proprietario della macchina che i killer avevano rubato e usato per la fuga.
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