APalermo il 6 gennaio del 1980 un sicario uccise a colpi di pistola Piersanti Mattarella, allora presidente della Regione Sicilia. Fu ucciso a bordo della sua Fiat 132 davanti a casa sua, in via della Libertà, dopo che era appena entrato in macchina insieme alla moglie, Irma Chiazzese, ai due figli e alla suocera per andare a messa. Tra i primi soccorritori ci fu il fratello Sergio, che estrasse il corpo di Piersanti dall’auto come si vede in una celebre foto scattata da Letizia Battaglia.

Il 26 maggio scorso Piersanti Mattarella avrebbe compiuto 90 anni in una Italia diversa da quella di oggi, diversa e probabilmente migliore, se la corsa coraggiosa di quel presidente siciliano verso il cambiamento e il buongoverno non fosse stata brutalmente interrotta.

Gli studi, la carriera politica e la storica elezione del 1978

Piersanti era nato nel 1935, sei anni prima del fratello Sergio, a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani. Suo padre Bernardo è stato tra i fondatori della Democrazia Cristiana, nel periodo fascista, per poi assumere incarichi nei governi del Comitato di liberazione nazionale. Piersanti nel 1948 si trasferì con la famiglia a Roma, dove si laureò in giurisprudenza alla Sapienza e prese parte all’Azione Cattolica.