CANARO - È una tragedia che - a memoria - non ha precedenti a Canaro. È provato il sindaco Alberto Davì, accorso ieri mattina in via Battisti: «È un dramma che colpisce tutti perché è inaspettato. Era una famiglia giovane che lavorava, volenterosa, si era inserita bene nel territorio e qui a Canaro voleva continuare a crescere. Paviole è un quartiere tranquillo e la famiglia Balanuta si sentiva integrata, andava d'accordo con il vicinato. Era brava gente, che non aveva mai creato problemi».

La tragedia accende i riflettori, inevitabilmente, anche sul tema della sicurezza domestica: «Mi è stato riferito che la causa del decesso potrebbe essere quella di un malfunzionamento dell'impianto di riscaldamento - spiega il sindaco - Ribadisco l'importanza di effettuare tutti i controlli per gli impianti privati».

Alina aveva giurato come cittadina italiana nel 2023, la madre Elena soltanto poche settimane fa (il 4 ottobre). Un passo alla volta, il prossimo sarebbe stato papà Nicolae. La famiglia aveva messo radici a Canaro e da qui non voleva spostarsi. Il sindaco Davì sottolinea che «il papà era un gran lavoratore, lavoravano saltuariamente la mamma e la figlia con contratti a tempi determinati».