CANARO (ROVIGO) - A Paviole, piccola frazione di Canaro, proprio al confine tra il Polesine e il Ferrarese, in via Cesare Battisti il cancello dei Balanuta è ancora chiuso, le galline girano nel cortile come se nulla fosse, ma dietro alle pareti nocciola di quella casa, tra golena e campagna, la vita si è fermata da giorni. Una famiglia intera è morta nel sonno, avvelenata dal monossido di carbonio sprigionato da un allaccio artigianale al gas. Nessuno ha sentito nulla, nessuno ha potuto salvarli: il padre Nicolae, 51 anni, la moglie Elena, 47, e la figlia Alina, 28 sono passati dal sonno alla morte senza neanche accorgersene.

Famiglia sterminata dal monossido. Il vicino: «Da giorni non si vedevano luci e non ritiravano i bidoni, pensavamo fossero via» VIDEO

La scoperta dei loro corpi privi di vita, ancora in pigiama, infilati a letto in un sonno che è diventato improvvisamente eterno, è avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì, intorno a mezzanotte, dopo giorni di silenzio e telefoni che squillavano a vuoto. A dare l’allarme è stato il datore di lavoro dell’uomo, che non lo vedeva arrivare in azienda, dove faceva i turni notturni. Anche i parenti, preoccupati dalla mancanza di notizie dei Balanuta, avevano contattato il 112. Quando i carabinieri e i vigili del fuoco sono arrivati, la porta era chiusa dall’interno. Hanno dovuto forzare l’ingresso. Dentro, una scena che non si dimentica: la figlia nella sua camera, i genitori nel letto matrimoniale, il gatto accovacciato accanto. Tutti morti da giorni.