Roma, 24 ott. (askanews) – Tre concetti: criminalità, giustizia e società, che trattati insieme possono contribuire a far luce su ragioni complesse dal contesto multidisciplinare, troppo spesso chiamate in causa alla luce dei molteplici episodi di omicidi, femminicidi, violenze sessuali e abusi, componenti principali dei crimini violenti. Quali sono le radici dei comportamenti criminali? E la giustizia come può intervenire, non solo per condannare questi comportamenti antisociali, ma per far sì che ci possa essere una sorta di rieducazione sociale per prevenire ulteriori crimini? La giustizia riparativa può costituire un valido percorso rieducativo? E dove non arrivano i codici e le pene detentive, la Chiesa, presente sul territorio, può essere parte attiva con un percorso di prevenzione basato sull’ascolto, l’inclusione e la fede?
Se ne è parlato al Convegno organizzato da LEX – Istituto per la ricerca giuridico-economica presso il Circolo Magistrati della Corte dei Conti.
Roberto Serrentino, Presidente di LEX:
“Abbiamo cercato di capire la genesi di questa criminalità fattori, sociali, economici, disoccupazione, anche la mera insistenza su un territorio perchè chi nasce in una zona ad alto tasso di criminalità ha tre possibilità, o abbandonare il territorio, o soccombere piegandosi alle violenze o diventare violento nella misura in cui deve sopravvivere. Mi sono soffermato sulla prevenzione, dove concorrere tutti insieme per cercare di educare i giovani quindi rieducare la società al rispetto delle regole”.










