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L'authority ha definito le esternazioni del giornalista "totalmente destituite di fondamento e gravemente lesive della propria immagine"

Prosegue il botta e risposta tra Sigfrido Ranucci e il Garante della Privacy. Il presidente dell'Autorità Pasquale Stanzione è intervenuto per difendere la sua indipendenza in seguito alle dichiarazioni del giornalista, che durante una conferenza stampa al Parlamento europeo aveva affermato che qualcuno starebbe "armando" il Garante "per punire 'Report' e dare un segnale". Al centro del dibattito la sanzione da 150 mila euro comminata alla Rai per la diffusione da parte del programma "Report" dell'audio tra Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, in merito alla vicenda con protagonista l'ex ministro e Maria Rosaria Boccia. L'autority ha replicato che “le parole pronunciate da Ranucci rischiano di essere percepite come un tentativo di indebito condizionamento dell’attività decisoria del Garante, chiamato a pronunciarsi su due reclami avanzati nei confronti della trasmissione da lui diretta”.