Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 14:07
In ottobre, una delegazione della Coordenação Nacional de Articulação das Comunidades Negras Rurais Quilombolas (Conaq) è arrivata in Italia dal Brasile, accompagnata dall’Ong italiana Cospe, come parte di una tournée europea di incidenza politica e costruzione di alleanze per amplificare una voce di (r)esistenza, denuncia e giustizia. Il loro viaggio porta con sé secoli di storia e custodia degli ecosistemi naturali: una storia di più di ottomila comunità quilombolas brasiliane che si alimenta di identità, memoria e simbiosi con il territorio.
Il progetto “Resistencia Quilombola” ha visto oltre alle tappe italiane anche Madrid, Bruxelles e Ginevra, per dialogare con università e centri di ricerca, con alti rappresentanti e commissioni tematiche dell’Onu, con autorità dell’Ue, con l’Ifad (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo) e con rappresentanze parlamentari. Tra le azioni di incidenza vi è la presentazione di un report, il cui nome risulta già molto eloquente, “Vidas Interrumpidas”: un documento che traccia e denuncia omicidi, attacchi e minacce contro chi difende la terra e la vita, con particolare attenzione alla violenza efferata che colpisce le donne. Tra il 2019 e il 2024 infatti, sono stati registrati ventidue omicidi di donne quilombolas, oltre a numerosi tentativi di assassinio e molteplici aggressioni. Non si tratta solo di numeri: dietro ogni vita spezzata c’è una comunità che perde una voce, una guida, una radice.






