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24 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 13:41
Di giornate ne restano 5, di punti 15. Ma la sconfitta contro il Viktoria Plzen suona come un campanello d’allarme. Molto di più rispetto a quella più ipotizzabile (certo, mai felice, o non sarebbe una sconfitta), contro l’Inter. Anche perché ora è chiaro: Gian Piero Gasperini sta faticando a trovare la chiave giusta per l’attacco della sua Roma. Ed è quasi un ossimoro pensando a quella che è la storia della sua carriera. E soprattutto la storia delle sue squadre. Ma tant’è: l’attacco piange e ora in Europa League piange anche quella classifica che al momento allontana i giallorossi dalla qualificazione diretta alla fase successiva, costringendoli a passare attraverso i ben più faticosi playoff.
Ed è un’altra contraddizione, questa, se si considera che ai blocchi di partenza la Roma era considerata tra le favorite dell’intera competizione. E Gasperini ora questa emergenza deve fronteggiarla dandole tutta la priorità del caso, partendo da quelle due punte che proprio non riescono a cambiare passo. Dovbyk ha giocato un’altra partita deludente: 74’ in campo, ha tirato una sola volta, ha perso troppi palloni e soprattutto è uscito dal campo tra i fischi, segnale di come anche il pubblico abbia esaurito la pazienza nei suoi confronti. Ma non ha fatto bene nemmeno Ferguson, che si è sbloccato con l’Irlanda ma a cui manca ancora la prima gioia di un’esultanza in giallorosso. 9 presenze finora, 0 reti: veniva da una stagione sfortunata (è rimasto fermo a lungo per infortunio) e il gol non è propriamente nel suo Dna. Ma ci si sarebbe aspettato di più, sin da subito.










