Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

24 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 13:27

Aiuto, s’è ristretto Gasp. Dieci partite della Roma, dieci gol in totale. Una sola rete siglata da uno dei centravanti, l’ucraino Dovbyk, uscito tra i fischi dopo il ko con il Viktoria Plzen, il quarto della stagione e sempre in casa, all’Olimpico, dove continua la saga dei sold out iniziata nell’era-Mourinho. L’annata non è ancora da buttare (secondo posto in campionato, in compagnia di Napoli ed Inter), ma il cammino in Europa, con 3 punti su 9 disponibili, è già compromesso: bisogna correre in salita per agguantare almeno i playoff.

Hanno fatto rumore, dopo l’1-2 incassato contro il Plzen, le parole di Dybala: “Avversario sottovalutato, siamo entrati in campo troppo molli. Non riusciamo in partita a riproporre il lavoro che svolgiamo in allenamento”. Gian Piero Gasperini la pensa diversamente: “Il problema è un altro. Non facciamo gol. C’è gente che non segna da troppo tempo. È ora di svegliarsi”. Messaggio chiaro e inequivocabile del tecnico giallorosso ai due attaccanti, Dovbyk e l’irlandese Ferguson, una rete finora in due, una miseria. Il punto di partenza è sicuramente la carestia del reparto avanzato. Un’anomalia nelle squadre di Gasp, basta scorrere i numeri delle nove stagioni alla guida dell’Atalanta: 70 gol nella stagione 2016-2017, poi 78 (2017-2018), 103 (2018-2019), 116 (2019-2020), 111 (2020-2021), 91 (2021-2022), 71 (2022-2023), 106 (2023-2024) e ancora 106 (2024-2025). Totale, 852 in nove stagioni, media 94,6 per annata.