CHIOGGIA - È accusato di aver fermato per strada un cittadino straniero, offendendolo per il colore della pelle e picchiandolo, per poi strappargli il telefonino cellulare per impedire che potesse utilizzare la fotografia che aveva scattato per memorizzare il numero della targa della sua vettura. Un diciannovenne di Chioggia è finito sotto accusa per violenza privata e lesioni, il tutto aggravato dall'odio razziale e, ieri mattina, è stato citato a comparire di fronte alla giudice per l'udienza preliminare di Venezia, Claudia Ardita. La Procura, rappresentata dal pubblico ministero Ermindo Mamucci, ha chiesto in apertura di udienza la riqualificazione del reato di lesioni nel più grave reato di rapina, e così l'udienza è stata rinviata per consentire al difensore del giovane imputato, l'avvocato Alessandro De Biasi, di predisporre la necessaria strategia difensiva. Per il reato di rapina il codice penale prevede pene che vanno dai cinque ai dieci anni di reclusione, che possono essere aumentate fino alla metà in applicazione dell'aggravante dell'odio razziale. Dunque il giovane rischia una severa sanzione, anche se con il rito abbreviato, in caso di condanna, potrà usufruire dello sconto di un terzo.
«Ci rubate il lavoro», 19enne di Chioggia picchia e strappa di mano il cellulare ad uno straniero per strada: accusato di violenza e lesioni aggravate dall'odio razziale
CHIOGGIA - È accusato di aver fermato per strada un cittadino straniero, offendendolo per il colore della pelle e picchiandolo, per poi strappargli il telefonino cellulare per impedire...






