Adesso tocca a William. Il re compie gesti ad alto valore simbolico, il figlio gestisce i guai di famiglia che hanno due nomi: Andrea ed Harry.
Mentre Carlo III andava in Vaticano, dove ha fatto la storia interrompendo cinque secoli di silenzio interreligioso tra la Chiesa cattolica e quella Anglicana, l’erede al trono ha messo mano ai dossier più controversi della corona. Il sovrano si ricongiungeva in preghiera con il Santo Padre sotto agli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina mentre qualcuno a Londra dava ordine di rimuovere l’effige del Duca di York dalla Cappella di San Giorgio a Windsor.
Lo stemma di Andrea si trovava accanto a quello del principe ereditario ed era stato apposto sulle pareti in alto, accanto ai rosoni gotici, nel 2006 quando il fratello del re era stato insignito del prestigioso titolo di cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera. La rimozione degli stendardi, un gesto ad altissimo valore simbolico, avviene solo in caso di alto tradimento o di “alzata di armi contro la corona”. Andrea, il principe disgraziato, forse aveva sperato che rinunciare all’uso, ma non al possesso dei suoi titoli e delle onorificenze, sarebbe bastato a soddisfare la sete di giustizia e l’indignazione popolare scatenata contro di lui dalle ultime rivelazioni contenute nel libro di Virginia Giuffrè, pubblicato postumo in questi giorni.









