Il Kenya ha spianato la strada. Ora l’Etiopia potrebbe seguirla in fretta, mentre lo Zambia osserva con «occhi attenti» la stessa ipotesi contemplata in big continentali come Nigeria, Sudafrica o Egitto. L’agenzia Bloomberg scrive che le autorità di Addis Abeba hanno avviato trattative con la Cina per convertire in yuan una quota di debito da quasi 5,4 miliardi di dollari Usa, aprendosi a condizioni di rifinanziamento più agevoli rispetto a quelle garantite da un biglietto verde che esprime circa il 70% del debito estero africano. L’esigenza immediata è l’accesso a tassi di interesse più appetibili e la riduzione di una zavorra debitoria a carico delle finanze pubbliche, beneficiando di un saggio primario fermo al 3% al 20 ottobre 2025 contro il 7,25% degli Usa nel settembre dello stesso anno: la stessa motivazione che ha indotto il Kenya a cimentarsi con uno swap valutario su prestiti per oltre 5 miliardi di dollari, fruttato stime di risparmio nell’ordine dei 215 milioni di dollari annui.
Perché l’Etiopia vuole rinforzare i rapporti con Pechino
L’aspirazione più ampia è di intensificare i rapporti con Pechino, intercettando e cavalcando la spinta del Dragone sulla (auto)promozione dello yuan sui mercati internazionali. «La Cina è un partner importante per noi» ha dichiarato il governatore della Banca centrale etiope, Eyob Tekalign, citato da Bloomberg. «Quindi è davvero sensato pianificare qualche scambio valutario» ha aggiunto, confermando che Addis Abeba «sta lavorando» su un’operazione discussa già a settembre insieme a rappresentanti dell’Export-Import Bank of China e della Banca popolare cinese.






