«E’ ancora presto per trarre conclusioni, l’effetto a regime dei dazi si comprenderà più avanti. Per ora quello che si può dire è che il mercato negli Usa sta tirando ancora». Esiti visibili nell’azienda di Sandro Bonomi, presidente di Avr (Associazione dei costruttori di Valvole e Rubinetteria), così come in molte altre realtà del settore rappresentato, alla luce di dati di export dei primi sei mesi del 2025.

Area importante del made in Italy, quella esaminata nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione, con aziende in grado di sviluppare nel 2024 9,55 miliardi di ricavi tra valvolame e rubinetteria, con l’export (63%) a rappresentare il principale motore del comparto. Motore che nelle stime realizzate dall’ufficio statistica di Anima Confindustria (Federazione che include Avr) continua ad essere brillante oltreconfinee nei primi sei mesi del 2025, realizzando una crescita del 4,6% (oltre tre miliardi) proprio nel momento in cui gran parte della meccanica nazionale arretra.

Spicca in particolare la performance di Washington, primo mercato con quasi 350 milioni di vendite (oltre l’11% dell’export), in progresso di quasi 20 punti rispetto allo steso periodo dello scorso anno.

«In parte possono essersi verificati fenomeni di accumulo prima del varo dei dazi - spiega Bonomi - ma in parte direi che il prodotto italiano in più comparti risulta difficilmente sostituibile. Certo, i problemi non mancano, perché dopo una prima fase in cui i clienti accettavano di pagare l’extracosto, ora chiedono una condivisione dello sforzo. E questo significa una riduzione dei nostri margini».