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Quindi, oggi...: lo stop di Trump all'annessione della Cisgiordania, i tre anni di Meloni e Putin

- Ecco, secondo Paolo Valentino, sul Corsera, due sono i motivi che spingono Donald Trump a cercare la pace in Ucraina: una certa “ossessione” per il Nobel; e le opportunità commerciali “per la sua famiglia e i suoi compagni di merende”. Proprio non possono accettare che un puzzone come lui possa volere la pace tanto per amore della pace.

- Riporto il seguente ragionamento, sempre sul Corsera: “Perché Putin sa sempre trovare le parole giuste per fargli cambiare parere, fosse pure temporaneamente? Una tesi antica, mai corroborata, sostiene che l’uomo del Cremlino ha sufficiente «kompromat» a sfondo sessuale per «ricattare» the Donald. Un’altra suggerisce di «seguire i soldi» e ricorda che a partire dagli anni Duemila fondi privati russi sono entrati negli affari immobiliari e nelle proprietà del gruppo Trump. Poi c’è la spiegazione psicologica: Trump adora e probabilmente invidia gli uomini forti, i leader autoritari, i predatori privi di vincoli per dirla con Giuliano da Empoli: nel febbraio 2022, quando Putin invase l’ucraina, lo definì «un genio»”. In realtà la spiegazione è molto, molto più semplice. Primo: su Israele, Trump ha potuto imporre pressioni enormi perché in larga parte Tel Aviv dipende dall’amicizia con gli Stati Uniti. Lo stesso non può dirsi per l’Ucraina. Secondo: Putin non è Hamas, non ha “padrini” che possono convincerlo ad arrendersi come nel caso dei Jihadisti con Qatar e Paesi Arabi, dalla cui sopravvivenza dipendono. E questo, al netto delle spiegazioni psicologiche, dei mai dimostrati ricatti sessuali o degli appetiti economici di The Donald, fa tutta la differenza del mondo.