Affermazioni che andranno incrociate con le testimonianze agli atti. C'è la custode del palazzo che ha messo a verbale di aver visto nella zona Morcaldi "molto agitato e arrabbiato" alle 18.30 della sera prima del delitto. Era "arrabbiato con la moglie e, urlando, sosteneva che sarebbe dovuta essere lei ad andarsene dalla loro casa". Racconto che ha fornito uno dei primi identikit parziali: 50/60 anni, 1.60 circa di altezza, capelli corti e scuri e corporatura media. Portava con sé uno "zainetto verde". Si è detta "sorpresa" di averlo incontrato perché "non lo vedevo da anni" e si trovava in un "pezzo di strada a fondo chiuso". Il primo soccorritore a intervenire sulla scena del crimine a Bruzzano è stato un dipendente di una società di prevenzione antincendio. Luciana Ronchi era "coperta di sangue" con un "profondo taglio" sulla "guancia sinistra". Pochi istanti prima ha sentito "improvvisamente" delle "urla". Ha visto un uomo che indossava "un casco jet di colore grigio" mentre "colpiva ripetutamente il volto" della vittima continuando a ripetere "vai via da casa mia". Ronchi sarebbe riuscita a "divincolarsi" e aggrapparsi "con le mani" al soccorritore e allontanarsi per qualche metro. Poco dopo avrebbe perso "la presa" e si sarebbe accasciata al "suolo". È in quel momento che il teste ha girato lo sguardo e ha notato il 64enne risalire a bordo di uno scooter Piaggio modello Beverly 300 di colore grigio scuro parcheggiato sul lato sinistro della carreggiata e darsi alla "fuga".