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Ultimo aggiornamento: 18:22
Uno, due, tre e fino a undici. Tutti esposti anonimi, tutti con una rappresentazione falsa di fatti al fine di screditare i suoi avversari politici. La firma? Quella messa nera su bianco era “Pippi Malandrino” o, in altri casi, “Ernesto Calabrese”. Ma in realtà, la mano che vergava quei nomi di fantasia, secondo la procura di Taranto, era quella di Giovanni Gugliotti, ex sindaco di Castellaneta e presidente della Provincia di Taranto, che il governo ha voluto come commissario straordinario dell’Autorità portuale di Taranto e che il ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini si appresta a nominare presidente della stessa authority nonostante, l’ha ammesso lui stesso, la sua unica esperienza in tema di infrastrutture legate al mare è quella di essere in possesso della patente nautica da venti anni.
Avvocato di 49 anni, dipendente dell’Inps in comando al Consiglio superiore dei lavori pubblici, Gugliotti ha ora un problema legato a quelle lettere firmate “Pippi Malandrino”: secondo il pubblico ministero Francesco Ciardo a scriverle e firmarle è stato lui in concorso con altri non ancora identificati e, siccome le accuse contenute sono risultate false, è indagato per calunnia e falso giuramento. Il magistrato ha notificato al commissario dell’Autorità portuale, vicino alla Lega, l’avviso di conclusione indagini negli scorsi giorni e nei prossimi – proprio gli stessi nei quali dovrebbe concretizzarsi la sua nomina a presidente – potrà difendersi facendosi interrogare o presentando memorie. Gugliotti, in realtà, è già stato sentito in procura ma come persona informata e proprio quanto ha raccontato in quell’occasione gli è costata la contestazione del falso giuramento.







